Processi di trasformazione dei contesti e delle pratiche relazionali
Il concetto di inclusione, in ottica sistemica e bio-psico-sociale, implica la trasformazione dei contesti e l’abitudine a un processo di riflessione continua sui facilitatori e le barriere intorno ai bambini e alle bambine che abitano i servizi per l’infanzia. In una società caratterizzata dalla multidiversità sociale, culturale e linguistica, agli educatori e alle educatrici si chiede di saper osservare in modo olistico per poter apportare quelle modifiche all’ambiente e alle pratiche relazionali necessarie per far sentire ogni bambino/a competente nel contesto educativo. La sfida è quella di allenare un nuovo sguardo che dal riconoscimento di una disabilità o difficoltà passi ad agire concretamente sulle capacità relazionali e ambientali, riflettendo sulle condizioni che possono facilitare uno sviluppo professionale in tal senso e lavorando in un’ottica di co-progettazione anche insieme alle famiglie. Come “abitare le differenze” traducendo le dimensioni dell’inclusione in azioni contestuali tangibili, nonché in nuove modalità di essere “comunità” nella valorizzazione di tutte le competenze coinvolte?
Introduce i lavori Patrizia Conforto, Responsabile Area ZeroSei di STRIPES
Intervengono
– Alessia Cinotti, Professoressa Associata di Didattica e Pedagogia speciale presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” – Università Milano-Bicocca
– Valeria Cotza, Assegnista di ricerca in Didattica e Pedagogia Speciale, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Modera: Alessia Todeschini, Pedagogista, formatrice e progettista educativa



